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Carlo Giovanardi: “Questa guerra sta provocando un epocale sconvolgimento politico ed economico a livello Mondiale”

todaySettembre 8, 2022 278 1

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L’ex ministro, Carlo Giovanardi, intervenuto ai microfoni di Casa Italia Radio, nella rubrica, condotta da Giovanni Lacagnina, Buongiorno Casa Italia, parla del profondo cambiamento determinato dal conflitto tra Russia e Occidente.


ASCOLTA IL PODCAST


Stamattina abbiamo in collegamento l’ex Ministro Carlo Giovanardi.

Buongiorno.

Ci apprestiamo a vivere questa fase elettorale che ha il sapore già di un nulla di fatto. Quale è il suo pensiero anche in considerazione di quello che l’Italia sociale andrà a vivere in questo autunno inverno, con la crisi energetica, il gas ecc.

Ma io dividere la risposta in due parti, una è che la tragedia che stiamo vivendo una tragedia mondiale, nel senso che dalla seconda guerra mondiale che il mondo, l’Europa, le democrazie si trovano a che fare con una brutale aggressione militare, con qualcosa che somiglia molto a quello che Hitler fece nel ’39.

Ma chi è Hitler in questo momento di crisi del terrore?

È evidente che c’è una brutale aggressione russa a uno Stato indipendente che è l’Ucraina e avviene con modalità tali da ricordare le pagine più buie della Seconda guerra mondiale, cioè un popolo che viene aggredito, i bombardamenti, le agenzie internazionali che stanno seguendo fenomeni non solo di guerra, ma di morti fra i civili, fra i bambini, esecuzioni. Tutta una serie di brutalità commesse e un popolo che legittimamente resiste con la solidarietà di tutto il mondo democratico. Allora non dimentichiamo tutto quello che sta succedendo a valle di questa roba dipende da una guerra che è in corso, ma io capisco benissimo la preoccupazione di dire questo inverno dovremmo abbassare i termosifoni, cioè ci sarà in casa a più freddo perchè abbiamo problemi di approvvigionamento, ma tutti questi ragionamenti li facciamo davanti a una terribile tragedia di un popolo che viene massacrato. Ora, davanti le immagini di uomini e donne, di bambini, di città bombardate, di scuole, di ospedali distrutti, eccetera, eccetera, direi che, si capiscono i motivi per i quali tutta l’Europa, tutto il mondo libero occidentale, sta reagendo e ha reagito con le sanzioni e ha reagito con una posizione, naturalmente l’unica possibile perché non possiamo e non possiamo fare la guerra alla Russia, c’è il problema delle bombe atomiche, non abbiamo fatto provvedimenti sullo spazio aereo, ci siamo limitati a dare una mano a chi viene aggredito. Se dimentichiamo questa cosa non capiamo che la situazione che stiamo vivendo è una situazione drammatica, che la mia generazione, io sono nato nel ’50, pensavo di non dover più vedere di questo tipo. Purtroppo siamo di fronte a un’aggressione militare e qui cambia tutto il quadro mondiale. La Svezia, la Finlandia, paesi neutrali da decenni e da sempre che corrono sotto l’ombrello Nato. I Paesi baltici che hanno il terrore di essere invasi. Ecco, questa è la prima cosa da ricordare quando parliamo di energia, poi che in Italia io ho fatto la grande battaglia sempre a favore del nucleare e il popolo italiano ha votato contro il nucleare, io sono sempre stato a favore dell’approvvigionamento del gas, dello stoccaggio, del gas, dei rigassificatori. I verdi, gli ecologisti e una certa cultura, ci hanno messo in ginocchio da punto di vista energetico, con la politica del tutto NO. No alle trivellazioni, no al gas, no al nucleare. Paghiamo adesso anche le conseguenze, noi più le francesi che c’hanno il nucleare o dei tedeschi che hanno il carbone, di questa sciagurata politica dei decenni passati. Quindi la risposta è che stiamo vivendo un momento assolutamente eccezionale.

Di questa guerra e dei crimini che vengono giornalmente eseguitin ora non se ne parla più , non vediamo più una riga, una parola, niente. Si parla solo di conflitto energetico, del gas, del grano. Qual è secondo lei il quadro prossimo futuro? Quale sarà dopo le elezioni?

Davanti a questa tragedia mondiale si è inserito un fenomeno italiano specifico nostro, purtroppo, che diversamente dall’Inghilterra dove Johnson viene sfiduciato e il Congresso del partito o gli organismi del partito conservatore inglese, eleggono un nuovo capo che diventa poi leader, o alla Germania, dove la Merkel dopo anni, anni, anni se ne va ma viene sostituita attraverso un meccanismo di partecipazione di partiti, eccetera eccetera, in Italia, purtroppo, il fatto che siano spariti i partiti dopo la vicenda di quella specie di colpo di Stato che ha fatto sparire la DC, i socialisti, insomma, tutte le vicende che conosciamo, nel ’92, lasciando un vuoto gigantesco che non è stato riempito da nulla se non da una legge elettorale folle, quella che ha espropriato i cittadini di ogni potere. Adesso le liste sono state fatte e i candidati sono già stati scelti. Il cittadino non può fare niente, si ritrova già da parte di sette-otto persone a Roma le cose già fatte e, chi deve essere eletto, è già stato scelto. Nei collegi uninominali collegato al proporzionale senza possibilità di preferenza, senza possibilità di nessuna ulteriore scelta per determinare chi va a fare poi 2/3 dei parlamentari di una volta, cioè questa follia di aver ridotto il numero dei parlamentari e quindi togliendo la rappresentanza sui territori e su cui tutti adesso piangono, ma è una scelta fatta pochi anni fa, e quindi una situazione di espropriazione al cittadino elettore di quel potere che ha quando vota per il Comune, quando vota per la Regione, di quando vota per l’Europa ma che non ha quando vota per scegliere il Parlamento.

Quindi in sostanza è finita la democrazia?

Non è finita la democrazia, perché per fortuna c’è ancora, ma abbiamo uno strumento inadeguato in più, una incredibile scelta di far precipitare il Paese alle elezioni con le liste fatte nel mese d’agosto, con le firme che dovevano essere raccolte in agosto, una campagna elettorale che dura lo spazio del mattino in una confusione gigantesca e che ha peggiorato ancora la situazione e disorientato l’elettorato. Perché è difficile in agosto pensare di poter fare una ordinata campagna elettorale, eccetera eccetera. Sono tutti elementi che sicuramente non giocano a favore della partecipazione dei cittadini alla vita politica ma alimentano l’astensionismo, il qualunquismo. Poi c’è chi andrà a votare io la mia scelta l’ho fatta, sono democristiano, scelgo il Partito popolare europeo e quindi non è che diserti le urne però capisco il senso di smarrimento di fronte a democrazie consolidate come quella inglese o come quella tedesca, di una democrazia italiana che arranca e che non offre ai cittadini quella possibilità di scelta che storicamente c’era sempre stata e favoriva la partecipazione. Sembra si faccia apposta a far sì che i cittadini ci allontanino dalla partecipazione.

Lei è d’accordo su questa politica dell’Unione Europea per sostenere il problema della crisi energetica?

Ribadisco che quando poi si dice sempre che la colpa è degli altri, gli italiani devono anche capire che la colpa è loro. Mentre la Francia, la Germania, hanno tutti il nucleare, hanno materie prima nel carbone, hanno fatto una politica più aggressiva anche per le rinnovabili, eccetera eccetera. Gli italiani si sono rovinati da soli perché è stato il popolo italiano, con il referendum, ad essere e a decidere di essere l’unico Paese in Europa o al mondo a non avere il nucleare. Sono stati gli italiani ad alimentare tutti i comitati No Triv, No Gas, che hanno bloccato in tutta Italia la possibilità di avere un minimo di autonomia energetica mettendoci completamente delle mani e dei ricatti della Russia. Quindi l’Europa che giustamente resiste all’aggressione russa lo fa avendo delle possibilità che noi non abbiamo. Certo che noi siamo l’anello debole della catena ma non possiamo neanche dissociarsi dall’Europa perché, non solo saremmo l’anello debole della catena, ma diventeremmo gli schiavi politici ed economici di Putin, gli schiavi politici economici di una potenza aggressiva e non è che i russi siano molto teneri, lo dimostrano in Ucraina, lo dimostrano ovunque vadano che tipo di concessione hanno dei rapporti di sudditanza dei popoli che assoggettano. Non a caso i polacchi, i cecoslovacchi, i lituani, i rumeni, quelli che hanno avuto per cinquant’anni l’Unione Sovietica in casa, sono i più decisi nel resistere a questa aggressione. Quindi non è che io assolva gli italiani dalle loro responsabilità se adesso rischiamo di vedere le fabbriche chiuse, di avere un inverno al freddo. di avere una crisi economica molto più grave degli altri Paesi. Un altro problema è il grano, nel senso che mentre con l’energia abbiamo fatto le scelte sbagliate, con il grano è il commercio internazionale che è saltato. Nel momento in cui c’è una guerra, tutte le regole, appunto, del commercio internazionale, della collaborazione fra i popoli, vengono meno e quindi i problemi si accavallano. Io spero che comunque fra venti giorni si vota e ci sia un risultato che permetta di fare un governo che sia eletto dal popolo, perché comunque le votazioni ci sono, con tutti i limiti che ho detto, che si sia in grado di uscire anche da questa contraddizione di un’Italia che negli ultimi cinque anni ha cambiato tre governi, tre Formule uno un valzer di partiti, penso ai cinque stelle per esempio, che hanno aperto la legislatura dicendo che non si sarebbero mai alleati con nessuno poi si sono alleati con tutti, con la destra, con la sinistra, con il centro, hanno fatto governi di ogni tipo, politiche di ogni tipo, una cosa che non si è mai visto in nessuna democrazia occidentale. Spero che qualcuno vinca e che chi vinca si responsabilità di governare e chi perde si prenda la responsabilità di fare semplicemente un’opposizione democratica, come succede in tutti i paesi democratici del mondo.

Speriamo che sia così.

Però anticipo che noi abbiamo fatto disamina, abbiamo discusso, guardato, vagliato, faremo il 17 di settembre a Mantova una grande manifestazione nazionale per spiegare perché in questa occasione, con tutte le contraddizioni che ho detto, non scegliamo la scheda bianca e neanche la non partecipazione e inviteremo a votare per l’unico partito che nasce in cui c’è scritto Partito Popolare Europeo. La scelta di Forza Italia è una scelta certamente non di gioia, di certo, dovendo scegliere siamo un partito popolare europeo. Siamo all’interno dell’area popolare liberale di ispirazione cristiana, nel centrodestra, non col centrodestra sovranista, col centro destra che fa riferimento alla cultura politica del Partito Popolare.

Grazie e buona giornata.

Scritto da: Redazione

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