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Vincenzo Schettini: “L’online è meritocratico ed è una bellissima cosa per il futuro della didattica”

todaySettembre 21, 2022 23

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L’autore del libro in uscita tra qualche giorno “La fisica che ci piace“, Vincenzo Schettini, è intervenuto oggi ai microfoni di Casa Italia Radio, durante la rubrica Bricks and Music, condotta da Paolo Leccese ed il poliedrico Ingegnere Emiliano Cioffarelli.  Il professore youtuber che fa amare la fisica e la scuola…Fisico, musicista e docente influencer con oltre un milione di follower su TikTok, Youtube, Instagram, Spotify e Facebook: dispensa lezioni capaci di far amare la fisica a tutti, non solo agli studenti alle prese con i compiti.


ASCOLTA IL PODCAST


Oggi apriamo una parentesi sulla scuola. È da poco ripartita, finalmente in presenza e senza mascherina, dopo un periodo di DAD, mascherine, turnazioni e restrizioni varie. Questo periodo ci ha fatto scoprire e riflettere su come potrà cambiare la scuola del futuro, soprattutto con l’integrazione della tecnologia e soprattutto come la didattica potrà diventare più affascinante per gli studenti. Ne parliamo oggi con il professore youtuber che fa amare la fisica e la scuola, un fisico, musicista, docente, influencer con oltre un milione di follower. Diamo il benvenuto al professor Vincenzo Schettini. Buongiorno Vincenzo.

Ma buongiorno a voi e buongiorno a tutti gli ascoltatori che stanno ascoltando questa meravigliosa parentesi di stamattina con me.

Vincenzo quando è come ti sei accorto che stai facendo qualcosa di straordinario rispetto ai sistemi classici di didattica?

In realtà me ne sono accorto abbastanza presto, nel senso che quando ho cominciato a fare le prime live su YouTube ed era il settembre 2017, le live erano lezioni, io con la mia lavagna alle spalle, chiedevo agli studenti in chat di rispondere alle domande e mi sono accorto immediatamente che quella era una roba completamente diversa rispetto al solito e questa cosa stupiva innzanzitutto me stesso. Ho pensato questa è una cosa differente ed è veramente bella, poi piano piano chiaramente è cresciuta.

E sei arrivato a fare questi numeri pazzeschi. Poi di fatto sei diventato un caso, chiunque cercava argomenti relativi non solo alla fisica che didatticamente ci aspettiamo ma si incontrano tuoi contenuti anche per questioni diverse. Quest’estate ero con degli amici in vacanza e a un certo punto scatta la questione spumante in frigo col cucchiaino perchè non sgasi, e tutti i commensali inchiodati ai telefonini per scoprire da te che questa è una bufala. Corretto?

Giustissimo, assolutamente.

È bello pensare Vincenzo che tu hai portato il numero di visualizzazioni inerenti la fisica, pari a quelli che normalmente si riferiscono alla cucina. Questo è veramente strepitoso! Qual è stata la tua reazione dei tuoi colleghi, sia quelli che lavorano nel tuo istituto, sia quelli che invece ti avranno raggiunto sui social dalle varie parti d’Italia.

Allora io non mi aspettavo quello che in realtà è successo e sono molto felice di quello che è successo perché sia a scuola, che è il micro mondo, che in generale sul web, colleghi di tutta Italia, che è il macro mondo che è intorno a me, hanno reagito in maniera veramente positiva, con tanta curiosità, con ammirazione e con voglia di capire, di imparare e di buttarsi. E poi una delle reazioni più belle che ho avuto è quella stretta di mano reale o virtuale della serie grazie per aver riscattato la nostra figura, cioè la figura del professore. Una figura che era autorevole una volta, poi chissà perchè ha perso smalto per tutta una serie di situazioni, e mi dicono che grazie a me questa cosa sta tornando. Come anche, per esempio, una reazione concreta da parte di tanti colleghi, e per questo li ringrazio e li saluto, li vorrei abbracciare tutti, il fatto di condividere i miei contenuti, cioè i professori di matematica e fisica, e non solo, sono i primi che in classe dicono, guardate, vi spiego il secondo principio della dinamica e poi guardatevi il video del prof. Schettini perché dopo la mia spiegazione vi va a rinforzare i punti fondamentali, perché io sono molto sintetico a volte nelle cose, che abbiamo visto in classe e questo lo trovo un atto di grande rispetto nei miei confronti di bene.

Molti professori infatti utilizzano sostanzialmente il tuo modo di fare, di spiegare per semplificare e per avere la certezza che quel concetto, quel contenuto arrivi o quanto meno possa dare un po di curiosità allo studente per poter poi eventualmente approfondire e magari essere un po più tecnico, con formule e cose un pò più noiose successivamente

Effettivamente c’è anche da dire questo, a scuola, molti magari non lo sanno, la fisica spesso è insegnata da laureati in matematica o anche da ingegneri, gli ingegneri hanno più confidenza con la fisica, i matematici un po meno. Non è facile insegnare la fisica per una persona che non è un fisico, purtroppo ci sono pochi laureati in fisica e di quei laureati in pochi si dedicano all’ insegnamento. Io quando mi sono laureato ho detto: “io insegnerò!!”. Tutti mi guardavano in maniera strana e mi dicevano ti riduci a fare il professore e non fa il ricercatore.

Quello potrebbe aiutare la scuola è anche l’aumento della passione che i professori dovrebbero mettere nell’insegnamento.

Aggiungo una cosa importante, siamo nel 2023, i docenti devono cominciare ad entrare in una mentalità nuova. Prendiamo atto che la scuola non cambierà mai, soprattutto dal punto di vista economico. Cioè continueremo ad avere questa situazione frustrante, docenti con competenze molto alte con uno stipendio non all’altezza. Allora mi raccomando a tutti i docenti in ascolto, anche quelli giovani, soprattutto quelli giovani, ma non solo. Oggi esiste l’online, cioè dovete mettervi in testa che andando in part time a scuola e aprendosi una partita Iva, quindi lavorando su una posizione da un punto di vista economico differente, quindi rischiando, rinunciando a una parte di stipendio e contributi, ma se sull’online funzioni non c’è più un tetto. Questo non significa che si diventa magicamente ricchi? Assolutamente no. Però rispetto a fare soltanto il docente a prendere quei soldi a prescindere da quanto di spendi, e questo è brutto brutto perché non è incentivante, l’online funziona al contrario, se sei valido, sei valido anche da un punto di vista economico. Questa è una bellissima cosa per il futuro della didattica.

L’online è un sistema meritocratico che non ti da scampo.

Sei sotto il giudizio di tutti, giovani e famiglie. A proposito di famigle, mando un saluto, un abbraccio a tutti i genitori che mi scrivono cose meravigliose, bellissime, certe volte mi viene da piangere, mi commuovo e mi scrivono: “Mio figlio è DSA” oppure “Mio figlio è solo e tu gli hai insegnato che la solitudine è una parte di tutti e si sente meno solo da quel giorno” oppure “Tu gli hai fatto capire gli argomenti e a scuola non ce faceva” oppure ancora “Hai fatto delle cose bellissime per lui, anche se non l’hai mai conosciuto, ma lui ti conosce”, quindi le famiglie le vorrei ringraziare perché probabilmente anche per le famiglie è un periodo di grande confusione, la Rete è in generale confusione perché è bulimica, offre tanto, offre troppo, quindi, grazie anche a quello che mi scrivono le famiglie, sono un ottimo incentivo per me.

Sei definito divulgatore scientifico di nuova generazione, ti sono stati dati un po di nomignoli, da youtuber a Tiktoker a Instagramer, ma divulgatore scientifico di nuova generazione ci piace di più. Recentemente è scomparso Piero Angela, uno dei più efficaci divulgatori scientifici italiani, è stato un punto di riferimento importante per la nostra generazione, ci ha fatto appassionare alle materie scientifiche e non solo, quel modello che per noi era così accattivante perché avevamo la tv come unico riferimento media tecnologico, può considerarsi la tv uno strumento superato sotto l’aspetto della divulgazione?

Questa domanda dovrebbe farsela la tv e spero che si risponda di no perchè la tv deve, proprio imperativo categorico kantiano, deve guardarsi intorno e provare a cercare figure nuove per comunicare, perché la rete si sta evolvendo, sta cambiando, la tv, a mio umile parere, continua a fare le stesse cose che faceva venti anni fa e questo credo che loro lo sappiano bene. Se guardi le tv più piccole, ad esempio le nuove web tv, lì c’è un vivaio di idee, di contenuti, perché stanno comprendendo come ormai la gente democraticamente guarda quello che gli pare, sceglie. Quindi la tv dovrebbe guardarsi dentro e dire: sto facendo contenuti al passo con i tempi? A mio parere no, perché sta succedendo propio il contrario, la tv è ancorata a quei programmi che gli fanno fare più o meno quegli ascolti che farebbe sempre, lo sponsor dice che ti butto giù i soldi corretti che ti servono e non vuole fare passi falsi e nel frattempo la rete sta fagocitando un numero di telespettatori, quindi di radioascoltatori, di gente che quei contenuti non li guarda più, e queste sono le nuove generazioni. E siccome queste nuove generazioni nel frattempo cresceranno e diventeranno grandi, questo è il problema.

Quanto ti ha condizionato il modello Piero Angela, cioè quanto è stato importante per te, nello stimolarti ad approfondire, come tu fai per tanti giovani oggi?

Il modello Piero Angela è stato uno degli ingredienti più preziosi che ha formato me stesso. Dentro di me ci sono degli ingredienti, dei pizzichi di qualcuno. Un grande e importante pizzico, una parte di ingrediente è proprio Piero Angela perché Piero Angela da quel punto di vista mi ha sempre affascinato perché ha voluto portare in maniera naturale la semplicità di un concetto in televisione è stato il primo a fare questo. Un altro ingrediente che è in me è Fiorello , un intrattenitore a tutto tondo, una figura che ho sempre ammirato, questo suo cambiare dal ballo, al canto e poi si mette a parlare e tu quando lo vedi dici questo fora, buca lo schermo e dirà qualcosa di bello adesso. Quindi in me ci sono sicuramente questi 2 ingredienti un pò lo stile semplice del racconto di Piero Angela e questo intrattenimento brillante di Fiorello, che è una persona che è partita dalle basi dei villaggi. Un altro ingrediente è anche quella di musicista, l’ essere presente sui palchi, lo faccio tuttora, il confronto con il pubblico mi ha fatto capire che anche la classe, anche gli studenti, sono un pubblico che deve essere prima di tutto intrattenuto, prima di tutto deve divertirsi uno studente per imparare e quando si diverte, è tuo!.

Ora devo chiederti di questa nuova iniziativa interessante. Raccontaci un po di questa esperienza del libro “La fisica che ci piace”, edito da Mondadori, che uscirà tra qualche giorno. Che cosa ci dobbiamo aspettare?

Vi dovete aspettare quello che la gente si aspetterebbe da me in un libro, L’operazione è venuta veramente bella. “La fisica che ci piace” non è un libro di testo, non è un libro di fisica per pochi eletti, ma è il libro, il racconto di fisica per tutti, si apre con una frase bellissima “La fisica è nelle cose semplici della vita”, quello che dicevi tu prima fuorionda, cioè che siamo circondati dalla fisica anche in casa, adesso questo racconto mette a nudo me, mette a nudo il prof e lo fa diventare Vincenzo nella sua Monopoli, nella sua Puglia. La gente chiuderà gli occhi e dirà: “Questa cosa l’ho vissuta anch’io”. Il libro esce l’11 ottobre e in preordine abbiamo fatto dei numeri stratosferici, considerato che io non sono uno scrittore, è il mio primo libro e la casa editrice, mi ha raccontato che abbiamo i numeri di preordine di Stephen King. Preordinate ora su tutti gli store digitali, ad esempio Amazon, scrivere “La fisica che ci piace”, lo preordinate e mandate una mail a: lafisicachecipiacelibro@gmail.com e potete partecipare ad una Zoom con me ed entrare in un gruppo Telegram speciale nel quale vi racconterò i retroscena del libro, mi lo raccomando!

Vincenzo, l’ultima curiosità prima di lasciarci, ci dici qual è il complimento più bello che hai ricevuto?

Allora sì, quando sono stato a Roma, una delle ultime volte, mi ha fermato un padre, che mi ha detto: “A’ professo’ po’ fa’ ‘na foto co’ mi fijo che se vergogna un pò” e gli ho risposto ovviamente di si ed alla fine mi ha detto: “A’ professo’ a Roma ce sta Totti e dopo ce sta lei….” . Amo Roma, amo questo accento frizzante.

Grazie al professor Vincenzo Schettini di essere stato con noi stamattina, non era scontato è stato bellissimo!

Grazie a voi per l’esperienza comune che abbiamo vissuto.

Scritto da: Redazione

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