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Attualità

Luca Berardo: “La politica deve riuscire a dare stabilità al sistema per consentire alle imprese di affrontare e programmare il futuro”

todaySettembre 20, 2022 63 2

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Il Presidente di Assoposa, Luca Berardo, intervenuto ai microfoni di Casa Italia Radio, nella rubrica Bricks and Music condotta da Paolo Leccese ed il poliedrico Ingegnere Emiliano Cioffarelli, ha affrontato il tema della crisi energetica nel comparto dell’edilizia in particolare per i produttori, i distributori ed i posatori di materiali edili.


ASCOLTA IL PODCAST


Oggi rimaniamo sul tema della crisi energetica e dell’inflazione, ma guardiamo questi temi dal punto di vista della filiera dell’edilizia. Pensate che rispetto al 2020, per le imprese edili, la bolletta energetica è cresciuta di oltre dieci volte, secondo le stime dell’Ance. Per parlare di quali saranno le ripercussioni in questo settore, oggi abbiamo in collegamento con noi un amico, Luca Berardo, presidente di Assoposa e Sercomated. Buongiorno Luca.

Buongiorno Paolo, buongiorno a tutti. Grazie dell’invito, come sempre.

Nel contesto attuale, con l’inflazione che corre, il caro bollette e l’incertezza dei bonus edilizi, come stanno reagendo le imprese dei produttori e dei posatori?

Beh, Paolo, stanno reagendo male, nel senso che sono tutti alla finestra. Stanno guardando quello che sta avvenendo. La situazione è lungi dall’essere risolta, come è chiaro ed evidente a tutti, ma spesso anche la dimensione reale del problema non è ancora chiara e compresa forse da tutti. Io ti cito un titolo de Il Sole 24 Ore di domenica che diceva, caro gas, 582.000 posti a rischio, ed è una stima probabilmente che non tiene neanche conto di tutte le interconnessioni di filiera, perché i sistemi economici oggi funzionano a filiera e pertanto la dimensione di un problema come questo ha dimensioni oggi difficilmente circoscrivibili. Il settore dell’edilizia, della produzione e, facendo un focus sul mondo ceramico, senza allargarsi a tutto il resto, è un settore fortemente energivoro e gasivoro; ha cercato di reagire con aumenti che si sono avvicendati in tutto il corso di questa prima fase dell’anno, questi primi nove mesi, ma già in parte l’anno scorso, che non sono però riusciti ad andare a compensare quelle che sono le fluttuazioni spesso imprevedibili e incomprensibili del gas. Questo produce un ribaltamento sulla filiera di un ulteriore innalzamento di prezzo di prodotto che fino ad oggi non è stato tale da dissuadere gli acquisti dell’utente finale per 1000 ragioni, però, fino a che punto? Se non bastasse questo, c’è però anche l’incertezza di produzione stessa, perché questi aumenti, vanno a lenire quelli che sono gli aumenti della bolletta che questa industrie subiscono non è che li vanno a congelare o a isolare e pertanto c’è anche poi il tema della difficoltà del mantenimento dei livelli produttivi che genera un’ulteriore tensione sul mercato. Capisci che poi, se questo riflesso lo andiamo ad osservare a valle, quindi nella distribuzione e in conseguenza nei prosatori, vediamo come a regnare oggi sia sostanzialmente l’incertezza, che non significa che ci sia una mancanza di lavoro o un problema di lavoro in senso stretto, perché i dati della distribuzione, i dati diciamo dell’andamento del fatturato anche di questi primi mesi, sono incoraggianti e in crescita, in parte dovuto anche sicuramente agli aumenti di listino e agli aumenti di prezzi. Il lavoro c’è in senso lato ma questi elementi però lo rendono comunque difficile e probabilmente per quest’ultimo quadrimestre, possibilmente un po rarefatto, a meno che non ci sia una sostanziale misura che vada a impedire ulteriori cambiamenti poi nei prezzi del dell’energia e delle materie, eccetera.

L’ultima volta che ci siamo sentiti abbiamo detto esattamente la stessa cosa, e sono passati un bel po di mesi, e questo è veramente preoccupante.

Eh si perché rispetto a quando l’abbiamo detto l’ultima volta lo scenario è lo stesso solo acuito, solo aumentato. Quindi capite bene come diventa difficile riuscire a portarlo avanti sempre bene.

Grazie ad Assoposa ho scoperto il mondo dei posatori qualificati. Puoi spiegare a chi ci sta ascoltando stamattina quali sono i vantaggi per il consumatore finale di rivolgersi a un posatore qualificato?

Tali vantaggi sono estremi, ce ne sono una marea. Nessuno probabilmente affiderebbe l’auto nuova, bella o brutta che sia, alle mani inesperte di qualcuno che vi cambia l’olio se vuole che quell’auto duri. Perché però per lunghi anni invece si è affidato alla posa delle piastrelle che sono diventate via via un prodotto sempre più tecnologico e performante a persone dalla dubbia capacità, dalla dubbia competenza e dalla dubbia immagine? Perché non c’era alternativa o quanto meno non la si conosceva. Assoposa nasce per colmare esattamente questo vuoto. Nasce una decina di anni fa, su spinta dei produttori quindi del mondo produttivo e sulla buona volontà di alcuni distributori, rivenditori eccetera, che hanno cercato di colmare dapprima il vuoto normativo, la norma sulle pavimentazioni non esisteva e pensa bene come il mondo della progettazione. all’oscuro di questa norma si prendesse delle responsabilità senza tutto sommato avere poi un qualche cosa che tutelasse questa responsabilità. C’era il concetto di regola d’arte, che mi sta bene in un Paese come il nostro colmo di sensibilità artistica ma mi sta un po meno bene, però quando si parla poi di lavori edili, perché allora in quella, in quell’elemento vale tutto e pertanto si è colmato, come dicevo, un vuoto normativo, si è fatto un piano di formazione via via più complesso, più coordinato, e si è fatta emergere dandogli dei contorni e dei confini e un’immagine, la figura del prosatore. Il prodotto ceramico, poi, ha avuto un’evoluzione così alta, così forte, con prodotti sempre più performanti da un punto di vista di prestazione, ma di tecnologia anche che vi sta dietro e pertanto questo si è accompagnato all’evoluzione del prosatore. Ovvio che però l’asimmetria informativa che ancora c’era era tale che tu non sapessi a chi affidarti. Spesso la distribuzione non parla di posa, si limita a vendere il prodotto. Il prosatore non lo trovi o lo trovi con un passaparola. La referenza che si porta appresso è dubbia, non verificate e non verificabile e quindi accettavi qualuncque cosa. Assoposa invece esiste proprio per questo, per portare all’attenzione del consumatore quello che è un suo diritto fondamentale, cioè di accedere a una professionalità capace, verificata, che si forma costantemente e che è in grado di portare quella scelta di acquisto della piastrella all’essere pavimento. Lì interviene il prosatore, quindi vedi bene che è una figura cardine, se vogliamo, della filiera edile, nel pieno interesse dell’utente finale del progettista e in generale del mondo dell’edilizia.

Fino ad oggi, affidarsi per la posa della pavimentazione al “cugino” significava anche poterlo pagare di meno e magari senza fattura, prassi molto in voga in Italia.

Hai toccato un nervo scoperto, cioè di fatto questa è stata la prassi per lungo tempo, ma in parte lo è ancora adesso, perché la percezione del prezzo, quando si parlava di posa in opera spesso era rarefatta, non ne avevi piena coscienza. Riuscivi in qualche modo a valutare, corretto o meno il prezzo del prodotto, quando si entrava poi nella cosa volevi giocare al risparmio, non si sa bene per quale ragione. E’ lì che noi, come Assoposa andiamo a lavorare in una sorta di educazione della committenza. Perché è vero che qualifichiamo noi, i nostri prosatori, i distributori, il personale distributore, eccetera eccetera, ma vogliamo attraverso questo anche fare una sorta di educazione alla consapevolezza della committenza stessa. Poi permettetemi un focus, diciamo sul momento attuale con i problemi che ci sono stati sulle catene di approvvigionamento delle materie, quindi con la messa in discussione delle supply chain della produzione, è molto probabile che il prodotto, anche di aziende rinomate, possa avere qualche problema. Se questo poi finisce ancora nelle mani di posatori non qualificati, vedi bene come il problema si amplifichi. Un professionista, quindi un prosatore qualificato e in grado anche di riuscire a lavorare con queste incertezze di prodotto oggi, quindi capisci bene come i vantaggi nel momento in cui tu sei consapevole di questo aspetto siano indubbi e ci siano solo vantaggi nel passare tramite la scelta di un prosatore qualificato, cioè di un prosatore Assoposa.

La formazione è essenziale. Quanto conta?

Conta 100. Perché la manualità e la competenza sono un dato di fatto che ci devono essere se vuoi svolgere un lavoro, ma la formazione e l’aggiornamento di questa formazione contano 100. Ecco perché, Assoposa parte da una certificazione del prosatore che, facendo un esempio un po grossolano ma che arriva al nostro pubblico, è quella sorta di scuola dell’obbligo che i nostri posatori fanno e hanno, di lì poi andiamo a cesellare la formazione e diventare ad esempio lastrificatore, quindi in grado di posare questi prodotti sempre più grandi, sempre più sottili, sempre più performanti nel mondo ceramico, ma poi diventare ulteriormente specializzati nel mosaico, nelle facciate, tutta una serie di corsi che l’Academy Assoposa ha a catalogo e che servono per incrementare la formazione di base del posatore. Questo fa del poosatore che segue il percorso di Assoposa posa una figura di indubbia competenza e capacità, pronta a spenderla sul mercato nell’interesse del cliente finale, del progettista e del risultato finale.

Anche perché il cliente finale, gli architetti, sono diventati tutti molto più esigenti nella ricerca di prodotto particolare.

Hai toccato il tema del progettista. Il progettista spesso è stato all’oscuro del fatto che esista una norma sulla pavimentazione, che è quella che va a regolare le controversie, che va a regolare i problemi, che va a regolare il modo anche in cui si svolge il lavoro, è il responsabile di ciò che avviene in cantiere, ma non è a conoscenza piena di quella che è la norma che poi va a regolare il mondo delle pavimentazioni. Quindi il tutto poggia su una sorta di asimmetria informativa di alcune delle parti di questo mercato. E poi anche l’immagine conta enormemente, perché un elettricista o un idraulico sono riusciti ad avere un’immagine migliore rispetto a un posatore di piastrelle, perché sono riusciti a fare dell’aggiornamento e della formazione, anche della certificazione del loro lavoro, un elemento distintivo. Il mondo della piastrella, ma in generale un po il mondo dell’edilizia, spesso non ha badato all’immagine con la quale si proponeva al mercato in quello sforzo, diciamo di buona volontà del fare. Oggi però diventa determinante, nel senso in questo caso oggi l’abito fa il monaco, deve fare il monaco. Senza con questo voler porci su un piedistallo differente, perché io lo dico nell’interesse del mercato, dell’utente finale, però ci deve essere la possibilità di scelta, di scegliere tra un prosatore che ha delle qualifiche specchiate e verificabili fatte da un ente terzo come Assoposa, rispetto a qualcuno che, magari avrà una manualità eccelsa, però se succedesse un problema dove lo trovo? C’è un’assicurazione? C’è qualcuno che mi attesti le sue competenze? Probabilmente no, quindi non voglio dire che non sia in grado di lavorare, ma deve e dovrà nel tempo intraprendere un percorso di visibilità, di trasparenza, se vorrà rimanere sul mercato. Ecco, io scommetto sul mercato non iper regolamentato, ma un mercato con qualche regola, soprattutto laddove non ce n’erano.

Vi ho promesso che avremmo parlato di Cersaie e in particolare della Città della Posa, evento che si terrà dal 26 al 30 di settembre a Bologna, invitiamo tutti a partecipare. Cosa si devono aspettare di trovare, le persone che ci raggiungeranno a Bologna?

Città della Posa, festeggia i suoi dieci anni quest’anno. E’ stata un’iniziativa che ha avuto il pregio di introdurre, in quella che è la vetrina mondiale del mondo ceramico, la posa in opera, quindi il fatto che ci si debba anche interrogare sul fatto che la piastrella diventi pavimento. Quest’anno, appunto, celebriamo i dieci anni di Città della Posa. Sono stati dieci anni di grande cambiamento anche sul mercato. Facciamo una sorta di bilancio, lanciamo i prossimi dieci anni, introduciamo in maniera sempre più forte i nostri concetti formativi, ma anche e soprattutto per il distributore e per il punto vendita, perché è lì che spesso il cliente ha il primo approccio con il mondo del pavimento, col mondo della ceramica, quindi diamo visibilità a quella che è la competenza di Assoposa, anche e soprattutto nel formare gli addetti delle sale mostra. E poi si avrà l’occasione di vedere all’opera i nostri maestri piastrellisti. Lo dico come se fossi uno spettatore terzo. È uno spettacolo quando tu vedi cosa oggi gli strumenti e la manualità di persone competenti sia in grado di fare poi con le piastrelle o con le lastre di oggi. Pertanto una dimostrazione di posa, un momento formativo per i progettisti, saranno anche due dei pilastri che troverai in Città della Posa, quindi sarà ricca di argomenti e ricca di occasioni di spunto per qualunque tipo di pubblico, sia un pubblico di addetti ai lavori, sia anche un pubblico di persone che si approcciano per la prima volta al mondo della ceramica. Anche se Cersaie è molto rivolta al professionista o alla gente di settore, però, comunque la sala della posa è una sorta di scatola magica..

Ci saranno anche dei crediti formativi per i professionisti.

Partecipare ai nostri seminari formativi genera credito formativo, ma soprattutto genera consapevolezza e conoscenza. In quelli abbiamo sempre avuto problemi di overbooking perché sono veramente molto frequentati e hanno un taglio iper pratico, sono fatti da formatori di Assoposa che hanno l’abitudine al palcoscenico, ma l’abitudine a un pubblico che vuole uscire con delle competenze spendibili, seppure allocando 1 ora o 1 ora e mezza ne esce totalmente arricchito.

Ricordiamo che Casa Italia Radio sarà presente alla Città della Posa durante Cersaie dal 26 al 30 settembre con i suoi speaker e con uno suo stand se venite ci trovate lì e potrete anche interagire con noi, magari assistere alle interviste che faremo direttamente da li con i protagonisti di questo evento.

Da lunedì probabilmente ci sarà un nuovo governo, quali possono essere le richieste da sottoporre per nuove normative relativamente al mondo dell’edilizia?

Sei ottimista nel dire che cambieranno delle cose perché io sono del tutto convinto che cambierà qualcosa. Non lo so se lunedì ci sveglieremo sostanzialmente con con un nuovo governo o con qualche cosa che assomigli a un nuovo governo. Ma al netto di questa considerazione, figlia del modello elettorale vigente, nessuno avrà la bacchetta magica il giorno dopo, quindi si ritroverà con i problemi del giorno prima, semplicemente ad affrontarli, forse in diretta rispetto a come li affrontasse prima. Ci sono tanti nodi irrisolti, parlo in generale per il mondo dell’edilizia, il super bonus resta un nodo tuttora irrisolto, quindi non si può far finta di nulla, non si può far finta che basti un titolo a qualche colonna sul giornale affinché poi la macchina si rimetta in moto, il mondo bancario si rimetta in moto e le imprese si rimettano in moto, quindi bisogna metterci le mani in maniera seria, perché il problema lì ha dimensioni anche difficilmente circoscrivibile ma gigantesche. Quello resta tutto sommato un nodo ancora irrisolto nel recepimento del mondo bancario, quindi, lì bisognerà metterci un occhio. La questione del caro bolletta è un tema strategico, ma di posizionamento strategico del Paese, non si cambia in 3 secondi. Probabilmente, e non sta di certo a me dirlo, l’hanno detto pareri ben più autorevoli, riuscire a cercare di superare il momento difficile con un qualche forma, il price cap che stanno tutti aspettando, sarà probabilmente una di quelle, probabilmente consentirà all’industria, alle industrie energivore, ma in generale a tutti coloro che hanno visto lievitare le proprie bollette, di avere un po più sotto controllo, questo aspetto. Ill mio desiderata e penso sia quello di chiunque, parlo da imprenditore, non solo di presidente di un’associazione di categoria, è quello di riuscire ad avere una sorta di di stabilità che consenta a tutti di affrontare il futuro afffinché tutti noi si possa tornare a fare programmazione, si possa tornare ad investire credendo chiaramente in quello che è il sistema Paese nel quale operiamo. Quindi questo è il desiderata maggiore e spero che chiunque si prenda la responsabilità da lunedì in po,i si senta questo dovere sulle spalle prima ancora di difendere la propria poltrona o i propri interessi contrapposta ad altri. Questo credo che sia, se vuoi, del puro buonsenso, ma necessario affinché tutti gli imprenditori di tutti i settori, a prescindere da quello che che sia, riescono ad aver voglia di investire e credere in questo paese.

Luca ti ringrazio per il tempo che ci ha dedicato stamattina. Noi sicuramente ci incontreremo la prossima settimana a Bologna al Cersaie ricordo di intervenire dal 26 al 30 settembre, alla Fiera di Bologna, ricordo che l’ingresso è gratuito, potete registrarvi direttamente a www.cersaie.it. Ci vediamo presto.

Ciao, grazie, come sempre presto.

Scritto da: Redazione

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