L’Unione Europea è pronta a realizzare, con la priorità massima di intervento, una poderosa infrastruttura biometrica internazionale – Intervista con Vincenzo Bocchi, Advanced Solutions Director di TechData

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L'Unione Europea è pronta a realizzare, con la priorità massima di intervento, una poderosa infrastruttura biometrica internazionale - Intervista con Vincenzo Bocchi, Advanced Solutions Director di TechData
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L’Unione Europea è pronta a realizzare, con la priorità massima di intervento, una poderosa infrastruttura biometrica internazionale, consentendo alle forze di polizia di condividere e scambiare foto segnaletiche, impronte digitali, tracce genetiche, immagini personali archiviate nei database interconnessi tra le competenti autorità nazionali e questo è fatto nell’ottica di potenziare l’uso massivo del sistema di riconoscimento facciale su larga scala, per favorire ovviamente lo svolgimento delle attività investigative con finalità di prevenzione e repressione e contrasto degli illeciti. Ovviamente, in queste ultime settimane per garantire una sicurezza internazionale, viste le tensioni internazionali che ci sono. 

A tal proposito oggi, ai microfoni di Casa Italia Radio nella rubrica esclusiva Bricks and Music condotta da Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli, abbiamo ospitato Vincenzo Bocchi, Advanced Solutions Director di TechData, uno dei maggiori distributori di tecnologia al mondo.

Sulla notizia abbiamo chiesto al nostro ospite, a che punto di efficacia è la tecnologia?

Sostanzialmente la tecnologia va a lavorare su tutto quello che è la gestione del dato in maniera intelligente, dove il dato è l’informazione nuda e cruda. E la parte di intelligenza è quello che ci consente oggi di fare la tecnologia per farla diventare informazione, conoscenza e quindi poi farci sviluppare delle attività. Sicuramente oggi la tecnologia è un dato di fatto. Oggi le soluzioni disponibili sono tante. Le barriere all’adozione tipicamente sono una mancata conoscenza o esperienza dell’implementazione piuttosto che il fatto che spesso e volentieri le vediamo più come tecnologie con le quali giocare, che rispetto a un’implementazione di business o comunque di un utilizzo come quello della sicurezza fondamentale.

In termini di investimenti come siamo messi qui in Italia da noi?

Di sicuro l’Unione Europea nel 2020 stabilisce che l’intelligenza artificiale è un elemento centrale per la trasformazione digitale della società e la pone tra le principali priorità dell’Unione Europea. l’Italia giusto nel 2021 ha fatto un programma nazionale strategico sull’intelligenza artificiale che dà 24 aree di intervento, 24 raccomandazioni, intervento per il triennio 2022 2024 e oggi si va a vedere tutto. Il NextGenerationEu è un generale e il Pnr, per dirla all’italiana, è un piano di investimenti tutti orientati alla digitalizzazione, tutti orientati allo sviluppo e all’utilizzo del business della tecnologia. E quindi l’intelligenza artificiale ha un ruolo da padrona, è sicuramente un elemento che ambisce a diventare vantaggio competitivo per un Paese o per un territorio. l’Italia sembra averlo capito, la tecnologia c’è, c’è un mucchio di soluzioni pronte e di start up che stanno nascendo, piuttosto che di grandi system integrator che stanno adottando queste soluzioni. Quindi sicuramente l’Italia ha fondi a disposizione e una base per poter avere, per cogliere molto bene le opportunità dell’intelligenza artificiale
Speaker 1: Sei tanto ottimista al riguardo.

Abbiamo parlato di sicurezza outdoor, ma in casa e nelle aziende questo tipo di attività di riconoscimento facciale come può essere utilizzata per migliorare la sicurezza?

Oggi la tecnologia è diventata talmente diffusa che se andiamo a vedere quanta intelligenza artificiale, perché in quanto dell’intelligenza artificiale non parliamo di un robot che ci mangia o ci ruba al lavoro, parliamo di gestione dato intelligente, parliamo di riconoscimento del linguaggio. Parliamo di di computer vision, ovvero di analisi d’immagine, siano esse a singolo o in sequenza video che mirano a riconoscere qualcosa, persone, animali, cose presenti all’interno, l’immagine stessa piuttosto che il riconoscimento biometrico. Queste cose oggi sono sui telefonini di tutti, quindi dove pensiamo a un antifurto in casa, prima all’infrarosso e quant’altro? Oggi è un problema di costi, ovviamente non di tecnologia, perché la già disponibile oggi da un punto di vista costo possiamo avere tranquillamente delle soluzioni che ci supportano nella sicurezza e vanno anche a intervenire a che e a variazioni in maniera automatica.

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