La fuga dei cervelli italiani all’estero continua a crescere e questo porta un impoverimento culturale ed economico. Intervista con Alexandro Fiumara, Project Manager di Flying University Project.

Bricks and Music
Bricks and Music
La fuga dei cervelli italiani all'estero continua a crescere e questo porta un impoverimento culturale ed economico. Intervista con Alexandro Fiumara, Project Manager di Flying University Project.
/

Nella puntata odierna di Bricks and Music, condotta da Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli, su Casa Italia Radio abbiamo affrontato il tema della fuga dei cervelli italiani all’estero che continua a crescere e questo porta un impoverimento culturale ed economico. Infatti, secondo l’ultimo rapporto annuale sugli italiani nel mondo curato dalla Fondazione Migrantes, in dieci anni il numero di espatri è addirittura triplicato. Parliamo di un danno importante per la nostra economia. Può arrivare in aiuto di questa situazione l’intelligenza artificiale, come? Lo scopriremo facendoci una chiacchierata con Alexandro Fiumara, Project Manager di Flying University Project.


La Flying University Project si muove su tre binari differenti. Il primo è appunto l’erogazione di borse di studio per studenti meritevoli in ambito intelligenza artificiale, management ed economics. Sono ragazzi che stanno per intraprendere un percorso universitario sulle materie STEM o che lo stanno già frequentando. Quello che facciamo noi è intervenire qualora ci fosse un’esigenza di tipo economico sociale o problematiche varie per sostenere il ragazzo e la famiglia nel suo percorso. Quindi, copriamo tutti i costi universitari che il ragazzo dovrebbe sostenere. Questa è la prima cosa, quindi l’idea è proprio di dare tutti gli strumenti ai nostri ragazzi nel nostro Paese per poter emergere. Il secondo binario è quello di divulgare un po il tema dell’intelligenza artificiale, che è un tema di assoluta attualità e che è presente ovunque nelle nostre case per strada, nei servizi, in qualsiasi tipo di ambito. Valorizzando appunto questo tema e valorizzandone l’aspetto più sociale e quindi l’impatto che ha positivo sulla comunità. L’ultimissimo ambito di intervento è relativo alla promozione di progetti che possano dare opportunità concrete ai ragazzi. Siamo appena tornati da Expo Dubai. Nel mese di marzo abbiamo portato una delegazione di talenti italiani a Expo Dubai che hanno potuto presentare le proprie idee progettuali sul tema Intelligenza artificiale applicata alle nuove emergenze globali.

Avete anche un Academy?


Abbiamo anche un Academy, la Fly Academy, che abbiamo lanciato qualche settimana fa, praticamente partendo dall’esperienza di Dubai che appunto è stata un’esperienza veramente importante. Vuol dire che i ragazzi hanno potuto elaborare delle idee progettuali, presentarle all’interno del Padiglione Italia e alla Innovation House di Expo Dubai e interfacciarsi con delegazioni internazionali, ma soprattutto con potenziali investitori italiani per realizzare queste idee. Nella fase due, tramite la Flay Academy, stiamo cercando di formarli e di supportarli nella messa a terra dei loro progetti. Quindi, oltre all’aspetto relativo alla parte imprenditoriale, quindi, non so come si redige un business plan che magari per un ingegnere non è proprio l’ambito suo di studi, allora noi interveniamo integrando la formazione universitaria con questo tipologia di di concetti. L’idea è appunto di trovare degli investitori, dei finanziatori che credano nei progetti dei nostri ragazzi e che realizzino i loro sogni. Ecco, questo è un po la sfida.

Ma il sogno, è quello di andarsene all’estero e rimanerci oppure di fare un’esperienza e poi tornare in Italia.


Tutti i ragazzi hanno l’idea di di applicare le proprie idee partendo dall’Italia, quindi credendo nel nostro Paese, cercando di anche dare un proprio contributo per risolvere delle problematiche quotidiane. Faccio un esempio i ragazzi del Politecnico di Milano o della Statale che hanno partecipato al bando che poi li ha portati a Expo Dubai, hanno elaborato delle dei progetti sul tema mobilità o il tema inquinamento, che a Milano sono assolutamente un problema quotidiano. Oppure i ragazzi di Regione Calabria hanno risposto un po alle problematiche del proprio territorio, quindi inquinamento marino o l’elaborazione di un algoritmo per prevedere gli incendi. Quindi sì, l’idea è di valorizzare il nostro talento, fargli fare esperienza all’estero e a livello internazionale, perché sicuramente è un arricchimento, ma poi tornare nel nostro Paese e credere nel nostro Paese.

Dopo l’esperienza di Expo Dubai, qual è la percezione a livello internazionale sui nostri talenti?


Ci siamo anche un po stupiti in senso positivo, perché tutte le delegazioni che abbiamo incontrato a Expo Dubai hanno voluto ascoltare le le idee progettuali dei nostri talenti e sono già partite anche delle collaborazioni che potrebbero, si spera, trovare un futuro e quindi un’applicazione che permetta ai ragazzi di mettere a terra le proprie idee. La percezione sui nostri talenti è eccezionale e forse anche per questo che li cercano nel nostro Paese. E quindi sarebbe molto bello se riuscissimo a trattenere i nostri i nostri cervelli e applicarli e valorizzarli nel nostro territorio.

Oltre a sostenere il percorso di studi con le borse di studio e quindi appoggiare e affiancare gli studenti affinché possano poi portare a termine i loro percorsi di studio, fornite anche un supporto nel post studio, cioè nell’avvio verso la carriera professionale.


Assolutamente si, infatti, l’idea non è solo di erogare un bonifico che copra i costi universitari, che è assolutamente importante e fondamentale, ma è di accompagnare il ragazzo nel suo percorso, offrendo tutte le opportunità che riusciamo a dare. Quindi entrare in contatto con la nostra rete di donatori che sono principalmente aziende per avere delle opportunità o banalmente redigere un curriculum vitae che sia efficace. Molti ragazzi hanno tanto talento e fanno tante cose, ma non riescono a valorizzarle all’interno del proprio curriculum fino.

C’è qualcuno che invece vuole rimanere in ambito universitario a fare la carriera universitaria?


Per quanto riguarda l’ambito della ricerca, soprattutto, ed è ancora secondo me un po poco valorizzato però devo dire che alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al nostro bando sono ricercatori, quindi da loro ho percepito che trasudava talento. E questo è veramente un peccato, perché veramente meriterebbero di essere valorizzati al meglio.

Come si può fare per sostenere i vostri progetti?


La nostra rete di donatori è principalmente formata da aziende. Quindi invito le aziende che ci stanno ascoltando a visitare il nostro sito e a supportarci, tramite una donazione (sul nostro sito ci sono tutte le informazioni) oppure offrendo la possibilità ai nostri borsisti o comunque alla nostra rete di alla nostra community di ragazzi e che noi chiamiamo flyer a poter accrescere le proprie competenze tramite uno stage o un tirocinio, oppure con il cinque per 1000, lo possono fare tutti, quindi veramente l’invito è di sostenerci, cercare di dare il proprio contributo in prima persona. Ecco perché poi alla fine sì. L’idea è appunto di valorizzare il nostro talento, noi quello che cerchiamo di fare con le nostre attività e di valorizzare il nostro talento e veramente valorizzarlo nel nostro territorio.

La mission di Di Flying University Project, nasce da un’idea del nostro presidente che è l’ingegner Massimo Penzo, che con il proprio lavoro è quotidianamente a contatto con le aziende e le grandi aziende italiane. Quello che ha notato lui è appunto il desiderio da parte delle aziende di investire sui nostri giovani, ma di investire sui nostri giovani che siano competenti sulle nuove tecnologie per rimanere al passo veramente con quella comunità internazionale, con il panorama internazionale delle aziende che purtroppo ad oggi è ancora troppo avanti per noi. Quindi l’idea è di formare i nostri ragazzi da tutti strumenti e tutte le opportunità possibili. E ripeto anche l’esperienza internazionale, perché è fondamentale per poi valorizzare il nostro territorio, le nostre imprese, le nostre aziende.

Possiamo dire che siete dei facilitatori di incontro tra domanda e offerta, cioè le aziende che cercano talenti e i talenti che cercano aziende, passando tramite voi, possono avere via una vita più facile.


Questo sicuramente sì. L’altro attore che che non ho nominato sono le istituzioni, perché in realtà noi cerchiamo di porci da facilitatori anche per le istituzioni, tra istituzioni, giovani e università e aziende. Cerchiamo di metterci al centro e cercare di creare relazioni e opportunità, ma che mettano il ragazzo al centro di tutto. Quindi anche, per esempio, l’esperienza di Expo a Dubai è stata patrocinata da Regione Lombardia, Regione Marche e Regione Calabria perché le istituzioni, credono nei nostri giovani, ma a volte hanno bisogno di un supporto che noi cerchiamo di dargli in questo senso. Quindi vi invito a visitare il nostro sito, che è appunto Flyingunipro.Org, e contattarci perché siamo veramente aperti a qualsiasi tipo di idea e collaborazione.

Leave a Comment