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Lucio Malan: “Sono sconcertato per il duro attacco di Letta contro Il Centro Destra“

micLucio Malan, Senatore Fratelli d'ItaliatodaySettembre 7, 2022 18

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Il Senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, intervenuto ai microfoni di Casa Italia Radio, durante la rubrica Buongiorno Casa Italia condotta da Giovanni Lacagnina, critica duramente le parole del Segretario Dem che ha parlato di stravolgimento della democrazia nel caso in cui vincesse la destra .


Buongiorno al Senatore Lucio Malan di Fratelli d’Italia

Buongiorno a lei, agli ascoltatori e grazie per l’opportunità.

Siamo ormai a pochi giorni dalle elezioni, nel caso in cui dovesse vincere il centrodestra che cosa accadrebbe?

Accadrebbe che ci sarebbe un governo con un programma chiaro, con una prospettiva di una solida maggioranza, se i sondaggi verranno vagamente confermati, con la possibilità di lavorare per il bene della nostra nazione senza dover subire veti su questo e su quello, cosa che è successa negli ultimi tre governi, il governo Draghi, dove c’erano tutti tranne Fratelli d’Italia, il governo giallorosso, Conte due, e anche il governo cosiddetto gialloverde, dove c’erano due forze chiaramente incompatibili, come infatti si è visto nel divorzio che c’è stato alla fine di quell’anno.

Quanti rischi ci sarebbero nel caso in cui Giorgia Meloni diventasse Presidente del Consiglio, vista la situazione che vede l’Italia spesso schiacciata dai diktat europei

Di certo il nuovo governo, se gli elettori si recheranno alle urne a votare e rispecchieranno più o meno l’andamento dei sondaggi sarà comunque un governo di centro destra, si troverà di fronte ad una situazione certamente difficile, perché la situazione internazionale è molto difficile e bisogna dire che i governi precedenti non hanno fatto abbastanza o addirittura hanno fatto tanto per rendere ulteriormente difficile la situazione per l’Italia. Proprio per questo, sentiamo un grande senso di responsabilità. Qualunque sia il risultato, non ci sarà da festeggiare, ma ci sarà da lavorare molto duramente e mostrare agli italiani che abbiamo tutto il nostro impegno nel mantenere la parola data e cioè di fare il bene della nostra nazione. Questo è ciò che ci aspetta dopo il 25 settembre. Il cambiamento sarà che non potremo solo dare una mano al governo, come abbiamo anche fatto dall’opposizione, sulle cose che ritenevamo giuste, ma potremmo davvero avere voce direttamente, anche sul piano internazionale.

Ha letto le parole di allarme di Enrico Letta “Democrazia a rischio se dovesse vincere la Meloni per la Bicamerale per cambiare la Costituzione”?

L’ho visto anche in televisione con questo video rilasciato ad Askanews, dove lui dice che questa legge elettorale, approvata dal Partito Democratico nel 2017, tra l’altro non votata da Fratelli d’Italia e la riduzione del numero dei parlamentari, votata dal Partito Democratico, rischiano di stravolgere la Costituzione. Spero che sia un disperato tentativo di cercare di buttare all’aria il tavolo come il giocatore di scacchi che sta perdendo e butta giù la scacchiera. Però qui in gioco è la democrazia. Cioè dire che se non vince il PD è in pericolo la democrazia a causa di leggi approvate dal PD. E’ una cosa grottesca. Cioè, evidentemente Enrico Letta, dice cose che non pensa cercando di risollevare le cose, perché se se le pensa è molto grave.

Questa consultazione anomala disturba un po gli italiani e quindi si parlava di possibile alto astensionismo. Come reagiranno gli italiani secondo lei il 25 settembre?

Credo che gli italiani non siano tanto preoccupati di spendere 5 minuti il 25 settembre per andare a votare, ma siano preoccupati della situazione generale e sono preoccupati di quello che abbiamo visto in questi mesi l’Inflazione che torna ai massimi degli ultimi, che va ai massimi degli ultimi 40 anni, un governo che doveva essere quello dei geni della finanza che fa 123 miliardi di nuovi debiti solo fino a giugno. Poi gli altri dati li vedremo prossimamente. Non è una cosa che mette tanto di buonumore. Quanto al fenomeno dell’astensionismo, si sente, io credo che ci sono determinati interessi che spingono l’astensionismo, ma è una reazione sbagliata, cioè dire che non è che le scelte sono uguali, diciamo che di partiti c’è di tutto, naturalmente io esorto gli elettori a votare per Fratelli d’Italia, a votare per il centrodestra ma è ovvio che ci sono persone che non che non vogliono votare in questo senso. C’è una vasta scelta. C’è il Pd, nei suoi alleati, c’è ecc. Il cosiddetto Terzo polo, c’è il Movimento cinque Stelle, ci sono ancora altri tre movimenti ulteriori. Diciamo che la scelta c’è. Non scegliere vuol dire in primo luogo fare scegliere gli altri. In secondo luogo indebolire, perché indubbiamente diminuisce il prestigio degli organi eletti, pur non diminuendo in nulla dal punto di vista formale, costituzionale, toglie loro prestigio e dà forza a tutti coloro che cercano di influenzare le decisioni politiche senza essere eletti da nessuno, per cui essere completamente estranei al controllo della popolazione. Questa può essere la grande finanza, possono essere potenze straniere, può essere la burocrazia, Tutte cose che su cui il singolo elettore non ha la minima influenza per cui questa è l’unica occasione per cui se uno rinuncia anche a questo, poi diciamo non si lamenti se le cose non vanno come devono. Che poi nessun partito sia perfetto? Sappiamo, ma nessuna persona su questo in questo mondo è perfetta e se aspettiamo alla perfezione e non dovremmo fare nulla perché non esiste l’automobile perfetta, non esiste il ristorante perfetto, non esiste il pane perfetto che ti costa niente e vale tantissimo, per cui non bisognerebbe fare niente. Cioè la politica, anche quello dell’elettore, è un impegno per il bene della propria nazione. Uno può avere un atteggiamento di rifiuto è anche normale che ci sia un atteggiamento di anche di rassegnazione perchè negli ultimi dodici anni, undici anni, abbiamo avuto governi non di espressione diretta del voto, per carità, col sostegno parlamentare, per cui. Capisco, ma le delusioni ci sono in tutti i campi non per questo si può rinunciare a scegliere.Uno va al ristorante, faccio questo paragone, uno va al ristorante, ordina un piatto pensando che fosse molto buono e poi lo delude. Ma l’alternativa di dire al cameriere del ristorante portatemi quello che vi è avanzato non mi sembra. Portate quel che volete voi non ho diretto più. Per più probabilmente parlate quello che vi è avanzato, che non riuscite a far fuori. Beh, non mi sembra una valida alternativa. Ecco scegliere e darsi da fare, partecipare anche e è anche un dovere verso se stessi e verso il proprio Paese.

Sarà difficile da parte di un qualsiasi governo sostenere questa situazione quindi?

Io credo che le guerre finiscono in due modi possibili, uno con la resa incondizionata di una delle parti. Ovviamente non auspichiamo certo che questa parte sia l’Ucraina, ma mi sembra totalmente inverosimile che l’altra parte sia la Russia, l’altro con un’iniziativa di pace fatta da qualcuno forte e con le idee chiare, i grandi trattati Israele li ha fatti con governi noti per la loro intransigenza, ma è riuscito a trovare un accordo coi vicini, a volte temporanei. Ebbene se c’è da parte occidentale una un’idea chiara si può arrivare a un processo di pace se le idee sono traballanti è difficile da raggiungere. l’obiettivo. Ci saranno elezioni non soltanto in Italia. Ci saranno elezioni del medio termine negli Stati Uniti. Bisogna tener fede ai propri impegni, non rompere l’unità del fronte internazionale per arrivare a una pace, perché questo deve essere l’obiettivo. Non possiamo pensare di fare che questa guerra duri per sempre. E mi sembra assai irrealistico che la Russia improvvisamente dica scusate e non abbiamo fatto nulla, ci dovrà essere un accordo che rispetti naturalmente il diritto internazionale e che possa arrivare a una soluzione quantomeno provvisoria.

Che ne pensate voi del piano energetico del ministro Cingolani?

Vedremo i dettagli. Di certo bisogna andare nella direzione di usare tutte le opportunità, i risparmi, il rilanciare la produzione nazionale, cosa che invece negli ultimi anni si è andati al contrario. Bisogna fare una azione sulla formazione del prezzo, perché attualmente i prezzi del gas si formano in modo che tutti si uniformano al picco.. Tutte queste misure non risolveranno completamente la situazione perché bisogna mettere in atto tutto con grande determinazione e non bisogna trascurare nulla. Non bisogna trascurare il rilancio, non bisogna trascurare gli extra profitti perché lo Stato, col fatto che il gas e l’energia elettrica costa di più, sta incassando di più. Poi quei soldi lì possono anche essere usati per aiutare per degli interventi, però sarebbe più semplice far costare di meno il gas anziché fare una ridistribuzione.

Come dicevamo a inizio trasmissione, basti pensare che lo Stato è socio di Enel ed Eni.

Questa condizione dovrebbe essere usata perché sennò non si capisce proprio il senso che lo Stato abbia questa proprietà. Questa grossa influenza su questa azienda se c’è un momento in cui va usata, è proprio adesso.

Bene, grazie al Senatore Malan.


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