play_arrow

keyboard_arrow_right

Listeners:

Top listeners:

skip_previous play_arrow skip_next
00:00 00:00
playlist_play chevron_left
chevron_left
  • cover play_arrow

    Casa Italia Radio La prima radio con la Casa nel nome e nel cuore

best

Scilipoti: “La maggioranza dei politici guarda solo ai propri interessi“

micDomenico Scilipoti Isgrò, già Senatore della RepubblicatodaySettembre 16, 2022 13

Sfondo
share close

Domenico Scilipoti Isgrò, a pochi giorni dal voto, denuncia ai microfoni di Casa Italia Radio, nella rubrica Buongiorno Casa Italia di Giovanni Lacagnina, l’inefficienza e l’individualismo della politica italiana.


L’INTERVISTA


Buongiorno al senatore Domenico Scilipoti.

Buongiono Direttore.

Stiamo vedendo come il maltempo in queste ore stia flagellato l’Italia. Questo autunno che entra a gamba tesa sull’estate che ormai ci lascia. Sono stati registrati molti dispersi ed alcuni morti.

La situazione è drammatica. 

Ci aspetta un inverno difficile per il gas, ma anche per la crisi climatica.

Ci aspetta un inverno difficile e la situazione climatica non nasce oggi, da qualche anno. Noi siamo stati allertati per intervenire, per creare quelle condizioni affinché determinate situazioni difficili e di difficoltà come si stanno creando oggi potrebbero essere quantomeno, non dico annullate, ma attenuate. E qui non è colpa della politica, ma di coloro i quali si occupano di politiche, cioè dire la politica è un’arte nobile, ma coloro i quali si occupano oggi di politica sono persone impreparate, incapaci, senza idee e con un ego e un individualismo da fare paura. Il cittadino se ne accorge e consequenzialmente si trova smarrito di fronte a una realtà che cambia e noi non siamo in condizioni di poterla affrontare adeguatamente e farne parte integralmente nel migliore dei modi.

Oggi il Papa ha dichiarato: “Cercate politici di livello, non messia dei populismi”.

Ma il Papa dice ciò che tutti gli uomini di buon senso dovrebbero dire, solo che oggi quello che passa e quello che ci viene trasmesso è avere politici che sono privi di contenuti, politici che non danno senso alle parole e che utilizzano, politici che parlano un linguaggio che è comprensibile per il popolo perché arriva diretto, ma poi sono delle parole, cioè dire questi vocaboli che loro utilizzano sono comprensibili ma sono distruttivi perché impossibili da poter realizzare e anche da poter mantenere ciò che si dice. Ma loro già lo sanno a priori.

Qual è il politico che l’ha colpita in questo senso in questa campagna elettorale?

Mi dispiace e sono addolorato per ciò che dico, ma quasi l’85 per 100 dei candidati politici, non so se è un termine che potremmo utilizzare adeguatamente a coloro i quali oggi sono presenti nelle liste elettorali e che ci hanno rappresentato nella passata legislatura, l’85 per 100 mi ha colpito per le parole molte volte che utilizzano, senza rendersi conto che la realtà è tutt’altra cosa. Dei grandi valori e dei punti di riferimento che dovremmo avere per andare avanti, per sostenerci, per dare fiducia, per dare speranza. Nessuno parla di quei giovani che sono stati abbandonati e che molte volte noi sentiamo parlare questi politici che dicono “i giovani non hanno voglia di fare niente”. I giovani non hanno speranza in questa società che è stata costruita. I giovani non hanno speranza perché non sanno che cosa debbono fare da adulti, né sanno qual è il domani che l’aspetta. E questo è veramente grave e questa responsabilità, è trasversale ed è anche responsabilità del partito dove io milito. E’ responsabilità di una classe politica che non si è occupata di creare e di progettare un percorso per i giovani. I moderati nascono per creare un’area centrista. Nascono per continuare un percorso sui valori, sui principi, sulla competenza, sulla validità, su tutti questi argomenti di cui tutti si riempiono la bocca ma poi non riescono a trasformare le parole nella realtà.

I giovani sono peraltro stati abbandonati anche dall’Unione Europea?

Sì. I giovani sono stati abbandonati un po da tutti, in modo particolare dalla nostra amata Italia, ma non dall’Italia dei politici, ma non dai politici, dalle persone che si occupano in questo momento di politica in Italia. E siccome c’è una legge elettorale un po strana e particolare che andrebbe rivista, tutti lo dicono, ma nessuno poi la rivede. I politici sono rappresentanze a livello nazionale delle logiche partitiche che non rientrano sulla competenza e la preparazione, ma ci sono altre logiche per collocare in posti che poi porteranno quel candidato a diventare parlamentare che non è la logica di tutelare i giovani né di tutelare il Paese che si chiama Italia o tutelare quelle logiche che hanno dei valori da difendere. Oggi ci si spacca sull’Ungheria. Che cosa ha proposto questo Orban? Che cosa ha promosso? Qual è la linea che lui sta conducendo? Che cosa dice? Perché dovrebbe essere attaccata? Capiamo qual è la motivazione, ma prima domandiamoci qual è la grande responsabilità che Orban o l’Ungheria ha nei confronti dell’Europa e degli alleati. Qual è la Responsabilità? Che cosa gli contestiamo? Una volta capito che cosa gli contestiamo e poi diamo la possibilità anche di parlare e noi ascoltiamo, tiriamo fuori il nostro giudizio per dire se è sbagliato o se è giusto l’atteggiamento di un rappresentante di una nazione che prende una posizione che è diversa dalla grande maggioranza o da una parte della maggioranza che rappresenta l’Europa. Molti di quelli che stanno prendendo posizione pro o contro Orban non è che lo fanno perché sono convinti o perché hanno capito qual è l’atteggiamento di questa nazione, o di Orban, ma lo fanno solo ed esclusivamente perché si trovano collocati all’interno di una scatola e all’interno di quella scatola la posizione è sì o no? Ma non è che si interrogano di quello che lui sta lanciando come messaggio da qualche anno.

Che cosa lamenta Orban?

Questo glielo dovremmo chiedere a coloro i quali prendono una posizione pro o contro, non a Scilipoti e Scilipoti, non è all’interno del Parlamento, è un cittadino che guarda dall’esterno e vede la grande confusione che si sta generando.

Cosa ne pensa di quello che ha approvato l’Europarlamento e cioà che l’Ungheria non è più una vera democrazia ma una autocrazia?

Scusi, ma perché non è una democrazia? Qual è l’elemento che secondo lei, come giornalista, potrebbe contestare a Orban, per dire, non è più una democrazia? Qual’ è l’elemento che potrebbe essere così schock dal punto di vista giornalistico da poter mandare in tilt chi legge o i cittadini che non sono di quel paese ma che sono italiani, spagnoli, inglesi. Qual è l’elemento giornalistico shock? Quale potrebbe essere?

Quello che questa situazione un po influenzerà la campagna elettorale. Si carica molto questo argomento proprio per influenzare la campagna elettorale a favore del centrosinistra.

Se è questo l’elemento, se dal punto di vista giornalistico è questo, cioè tutto questo caos su Orban e su quello che stiamo sentendo, anche sulla Russia i finanziamenti, i partiti, questo è un atteggiamento di grande scorrettezza che non dovrebbe appartenere alla politica. Quali sono le prospettive concrete che questo Paese vuole dare nell’interesse dei giovani? Che cosa vuole fare sull’agenda l’ex presidente del Consiglio, attualmente ancora presidente del Consiglio, in attesa di un futuro presidente del Consiglio, fa dettare la politica all’agenda della e dell’economia. I partiti politici sono disponibili a continuare ad accettare un’agenda che viene dettata dall’economia non onesta, ma da un’economia che potrebbe essere non nell’interesse degli italiani, ma degli interessi soltanto ed esclusivamente di alcune lobby. L’atteggiamento utilizzato del nostro ex Presidente del Consiglio, attualmente Presidente del Consiglio, in attesa di un presidente che rischiamo di avere sempre lo stesso Presidente del Consiglio e non abbiamo fatto niente. Ma noi ci auguriamo nell’area del centrodestra di avere un presidente del Consiglio diverso che da politico chieda che l’agenda all’interno del Parlamento la detti la politica, che ci sia un dibattito serio all’interno del Parlamento, che ci sia uno scontro serio, una dialettica aspra ma costruttiva per il Paese e non farsi dettare l’agenda da alcune lobby che stanno teoricamente fuori dal Parlamento, ma praticamente lo sono. Ecco, questi sono gli elementi. Sui grandi valori che noi sponsorizzano come aria di unione cristiana all’interno dei moderati. Nnon è che possiamo avere dei politici o dei partiti politici che ascoltano ciò che dice il popolo, molte volte sbagliando, perché non conosce la realtà delle cose e portano questi argomenti all’interno del Parlamento per farli approvare, sapendo già in partenza che potrebbero essere delle situazioni che distruggono il Paese o che creano dei problemi veramente grossi. Sulla problematica Russia noi abbiamo sanzionato o abbiamo tentato di sanzionare, ma oggi siamo noi i sanzionati. Allora vuol dire che nella politica che abbiamo intrapreso nel passato qualche errore l’abbiamo commesso perché qualche servitore sciocco doveva diventare bello agli occhi di qualcun altro, anche a costo di distruggere il proprio Paese. Sulla problematica Covid abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare? La medicina territoriale che ci siamo riempiti la bocca nel dire che non funziona, che cosa stiamo facendo per cambiare questa realtà? Quali sono gli interventi? Quali sono le proposte all’interno dei partiti politici, in modo particolare di coloro i quali si riempiono la bocca criticando e parlando di Russia, di Orban, ma sui progetti importanti, sui progetti che appartengono al Paese non ne parlano. Come fa un cittadino fra due mesi a pagare le bollette della luce? Nessuno pone questi problemi. Si riempiono la bocca perché sono degli incompetenti. E ha ragione il Santo Padre quando dice ricercate persone competenti.

Oggi, “Il Tempo” di Roma, parla di un Paese in recessione con un debito di inflazione record, un italiano su quattro è a rischio povertà.

Ma quale dei partiti politici in questo momento affronta l’argomento? La perdita del potere di acquisto che il Paese aveva passa attraverso il cambio di ruolo delle Banca d’Italia. Quell’introito di ieri ancora dovrebbe continuare con sistemi diversi a venire alle casse dello Stato e invece non va nelle casse dello Stato ma va nelle casse degli speculatori. In Italia c’è una Banca di Stato che non è più degli italiani. E tutti gli altri paesi in Europa la Banca di Stato ancora alla continua ad avere. E quella differenza che attraverso la Bce arriva nelle casse dei Paesi, la Spagna, il Portogallo, la Francia e la utilizzano per i loro concittadini e invece in Italia va a finire nelle tasche di coloro i quali sono i proprietari di quella Banca d’Italia che non è più degli italiani e nessuno si indigna e nessun partito politico prende una posizione, ma la prende solo ed esclusivamente il senatore Scilipoti. Ma non oggi, ma da dieci anni, da dodici anni, da quando è entrato in Parlamento. Come può uscire un Paese fuori dalla crisi se tu gli togli l’aria per respirare, se tu gli togli quella possibilità di investimento che lo Stato ha, che dovrebbe essere degli italiani e tu glielo rubi senza che nessuno parli e se lo mettono in tasca gli speculatori. Sono questi gli argomenti. Quando il Santo Padre dice persone che conoscono, che sanno che hanno storie, che hanno radici, che sono preparati e che hanno voglia di battersi e che hanno la preparazione tale da poter discutere su argomenti di un alto livello. Non devono essere tuttologi, ma devono avere la competenza di un settore per poter essere un qualcosa di utile nell’interesse dei nostri figli e nell’interesse del nostro Paese.

Certo, allora grazie Scilipoti.

Volevo solo aggiungere che queste sono riflessioni di chi vuole mettersi a disposizione della politica e a disposizione dei cittadini italiani per dare un contributo, perché un contributo dato agli altri è un contributo dato a sé stessi. Noi anteponiamo il noi all’io, con grande forza e lo dimostriamo anche in campagna elettorale, con le nostre posizioni, all’interno di una lista di moderati su Agrigento, su Caltanissetta e su Trapani al secondo posto. Lavoriamo per un progetto, lavoriamo per un’idea, lavoriamo per costruire i giovani che domani potrebbero essere punti di riferimento. Non giochiamo su noi stessi, non vogliamo essere protagonisti solo ed esclusivamente quando possiamo portare a casa il risultato. Vogliamo essere protagonisti all’interno di un gruppo che crede in dei valori, in dei progetti per rilanciare la nostra amata Italia e consequenzialmente rimettere ordine all’interno dell’Europa e dell’Occidente.

Grazie Senatore Scilipoti, buona campagna elettorale.


bestBuongiorno Casa Italia RadioPolitics

Rate it

CASA ITALIA RADIO

by Bricks Advisoring and Consulting srls

Via Giorgio Ribotta 11 – 00144 Roma

PARTITA IVA 15463941003

LICENZA SIAE NUMERO: 202100000684

LICENZA ITSRIGHT NUMERO: 0012816

LICENZA SCF NUMERO: 65/5/22

ISCRIZIONE ROC NUMERO:3535

0%